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Elevati livelli di HBV DNA sono correlati a un aumento del rischio di fibrosi in fase avanzata


I pazienti con infezione cronica da virus dell'epatite B ( HBV ) possono avere un minor rischio di fibrosi avanzata nel caso in cui presentano bassi livelli di HBV DNA.

E’ stato condotto uno studio di coorte di 754 pazienti con infezione da virus della epatite B in forma cronica.
I risultati hanno mostrato che i partecipanti che avevano livelli di HBV DNA superiori a 20.000 UI/mL erano affetti da epatite o fibrosi da moderata a grave.

Nella coorte, 186 pazienti presentavano positività per HBV immuno-attivo , il 56% inizialmente e il rimanente durante il periodo di follow-up.

I livelli di alanina aminotransferasi ( ALT ) sono stati misurati ogni 6 mesi, e i livelli di HBV DNA sono stati misurati al basale e ogni volta che i livelli di ALT hanno superato il limite superiore del valore normale ( ULN ) definiti come maggiori o uguali a 30 U/L negli uomini e maggiori di 20 U/L nelle donne.

L’infezione cronica da virus HBV immuno-attivo tra i pazienti è stata definita dai livelli ULN e dai livelli HBV DNA superiori a 2000 UI/mL in uno o più momenti nel periodo 2001-2008.

Trentotto pazienti sono stati sottoposti a biopsia epatica, e uno di 16 di questi pazienti con livelli di ALT costantemente minore di due volte il limite superiore della norma, e uno di 19 pazienti con HBV DNA tra 2.000 UI/mL e 20.000 UI/mL, hanno presentato epatite o fibrosi da moderata a grave.

In confronto, 12 su 22 pazienti con ALT maggiore di due volte il limite superiore della norma ( P=0.002 ), e 11 su 18 pazienti con almeno una misurazione di HBV DNA maggiore di 20.000 UI/mL ( P inferiore a 0.001 ), hanno presentato la malattia.

Circa il 90% dei pazienti, i cui livelli di HBV DNA non hanno mai raggiunto 20.000 UI/mL, aveva solo, all’esame bioptico, malattia in forma lieve. ( Xagena2014 )

Fonte: Clinical Gastroenterology and Hepatology, 2014

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